Storia

Luca SenesiLuca Senesi inizia a correre nel maggio del 1971 quando nasce dai suoi "sponsor naturali" che dalla felicità lo vorrebbero lanciare giù per lo Spino.

Fin da piccolo ha una propensione verso il calcio e capisce che quello sarà il suo futuro insieme a veline e alla bella vita.

Della stessa opinione non sono i suoi avversari che al terzo calcio che ricevono invece capiscono (e gli fanno capire amichevolmente) che quello non sarà il suo futuro.

Stufo di quel mondo fatto di donne e vita sregolata a 10 anni il babbo cerca di mandarlo via di casa dandogli la possibilità di scappare con la Fiat 500 di famiglia. Appena si apre lo sportello sinistro per Luca si apre anche il mondo delle 4 ruote, peccato che anche questa volta un paio di "sganassoni" lo riportano alla realtà e capisce che la vita non sarà poi così facile come pensava!

Luca SenesiArrivato a 18 anni è pronto per il grande passo e, avvertita tutta la popolazione della Pieve e dei comuni limitrofi, finalmente riesce a prendere la patente!

La fortuna non è dalla sua parte e, sotto consiglio delle forze dell'ordine, decide in completa autonomia e senza pressioni, che certe "cose" per strada non si fanno e che forse è meglio andare in pista!



Gli anni del Go Kart sono anni scoppiettanti e pieni di competizione; tutti suoi avversari se lo ricordano come una persona vispa e sveglia, tignosa ma al tempo stesso leale e agguerrita (peccato quel suo toccarsi sempre le parti intime...).

Una sera, dopo tre anni di competizioni e guerre all'ultima staccata, mentre stava perdendo un'importante partita a Monopoli decide di vendere tutto per saldare un debito che aveva contratto a Parco della Vittoria.
I week end dopo quel giorno diventarono lunghi e noiosi e capisce lo sbaglio che ha fatto a vendere tutto. Gli amici di merende, che nel frattempo avevano già ricettato per i mercatini il Luca Senesimateriale avuto, gli consigliano di riprendere l'attività di Commissario di percorso, un'occupazione che non avrebbe potuto nuocere ne a lui ne alle persone che gli stavano intorno!

In quel periodo ha la possibilità di entrare nel giro dei grandi show automobilistici: dalla Formula Uno con il grande Micheal Shumacher al mondiale rally con Carlo Sainz, Pette Solberg e tanti altri.

Luca SenesiAnche gli organizzatori di questi grandi eventi capiscono che Luca è un ragazzo di cui si possono fidare e gli affidano grandi responsabilità: il lavaggio delle auto!!!

Luca SenesiCredendo di aver appreso i segreti della guida (ogni commento è purtroppo superfluo…) e dopo essere stato preso per mano come un "citto" piccino dal Maestro di Fede "Francesco della Dona " alias il Meo decide di comprarsi la macchina da corsa: la funambolica Autobianchi A112 ABARTH.

È proprio il Meo che, anche all'insaputa dei genitori, lo instrada verso le strette vie dei tornanti in salita, insegnandogli tutti i trucchi della A112! La prima gara ufficiale non poteva che essere lo "Spino", che lo portò alla vittoria e lo rese finalmente felice e soddisfatto!

Le gare si susseguirono e, non capendo la gravità di quello che stava facendo, Francesco della Dona continuò a seguirlo e a portarlo per mano gara per gara, "bega" per "bega", fino a che non fu costretto a chiamare rinforzi: il suo bellicoso discepolo Michele da Pontassieve!

Luca SenesiOgni gara era un passo in avanti, e ogni passo in avanti era un passo verso… la scarpata che arrivò dopo qualche anno!!

Anche se aveva dei buoni protettori in cielo e degli ottimi stimolatori in terra come Francesco e Michele, Luca decise di ritirarsi. Aveva capito l'"antifona"…

Si, l'aveva capito l'"antifona"… per ben 3 MESI!!



Senesi Team

Infatti, finito il periodo di ripensamento e ancora non completamente ripreso dall'incontro ravvicinato con la scarpata, decise di avviarsi per una nuova avventura: l'acquisto de "La Vettura"!

Una tranquilla Citroen Saxo 1.600 VTS Gruppo A. I primi "colloqui" con lei erano lunghi, incomprensibili e non veritieri, ostili e non corrisposti.

Finalmente un giorno, grazie all'aiuto sempre fedele del gran Maestro Francesco della Dona detto "Il Meo" e il buon Michele da Pontassieve detto "Il Lippi" riuscirono a trovare il problema che li affliggeva da anni, riuscire a collegare contemporaneamente il cervello e i piedi sia della Saxo che di chi la guida!



Sponsor


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---MEARINI  FRANCESCO  (2010-10-10  CIVIDALE)  0008_640x425.JPG








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